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Anche
quest'anno la Camminata Campagnola
ha avuto un grande successo sia per la partecipazione sempre numerosa dei
podisti, sia per l'interesse che la nostra mostra sul Progetto Chernobyl ha
suscitato nei podisti e non solo. La mostra, inaugurata sabato mattina alla
presenza del Sindaco di Calderara Matteo Prencipe è stata anche l'occasione
per fare il punto sul nostro impegno per i bambini bielorussi. |
30 settembre 2007
“Oh, campagnola bella, tu…”
C'è una temperatura mite in questa mattina di tiepido autunno quando salgo in bici (tuttora al di sopra di ogni sospetto di inquinamento) e m'avvio verso Longara passando per Funo, Bonconvento, Castel Campeggi. Una venalissima ragione mi ha fatto scegliere questa camminata anziché quella di San Lazzaro, al circolo Benassi: oggi è il mio compleanno e volevo esser sicuro di poterlo festeggiare con un ottimo ristoro. Nella piazzetta dirimpetto alla chiesa, cuore organizzativo della camminata, il presidente del Gruppo Longara, Salvatore Lumia, dà gli ultimi ritocchi alla scenografia in attesa del "ciak". "Parata sunt omnia" (tutto è pronto)! Sul bianco bancone del ristoro finale spicca la sagoma scura d'un enorme coppa, in pole-position prima del via. A 300 mt. dalla partenza, avvenuta come al solito col sistema "fai da te e vai quando ti pare", incontriamo sulla sinistra il cimitero. Ancora una volta l'inestricabile intreccio fra la vita e la morte. Appeso al muro di cinta, pende un grande cartello: "Acqua non potabile". Poco giù sotto un graffitaro buontempone ha scritto una postilla: "Chi ne beve, resta per sempre nostro ospite! ".
Una stradina in asfalto a scartamento ridotto, che pigra serpeggia fra i campi, ci conduce all'argine del Reno. Si corricchia e si chiacchiera. Ecco un frammento di conversazione. "Sai che se compri una casa al mare, nel giardino c'è quasi sempre un ulivo? Beh, una mia amica ha raccolto anche delle olive!" Incredibile miracolo!!
Sul largo e levigato argine del fiume, si corre con la gradevole, ampia vista della campagna. Di quando in quando si odono spari di cacciatori, raggrumati e secchi come scoppi di palloncini in una fiera paesana. Questo lungo tratto panoramico sulla pianura si conclude al bivio con la strada che attraversa Castel Campeggi. Qui c'è la dicotomia fra l'alternativa e la maxi.
A presidiare lo smistamento trovo Matteo Lumia, primogenito del presidente, mentre più tardi troverò, all'arrivo, la moglie indaffarata a preparare tartine alla coppa.
La gestione famigliare d'una azienda, è risaputo, è garanzia di economicità ed ordinata efficienza.
La segnaletica è essenziale, precisa, uniforme.
Nei pressi del ristoro intermedio a base di fette biscottate con nutella e marmellata, ritrovo una vecchia coppia di personaggi collodiani: il gatto e la volpe. Il gatto, lungo ed allampanato, tiene il microfono fra le mani, la volpe, grassoccia ma spelacchiata, manovra una minuscola telecamera. Sono Tabarroni e Guidotti, inviati speciali di Radio Longara. Un po' d'asfalto e di nuovo su di una morbida cavedagna che passa davanti ad una bellissima, vecchia casa di contadini dai tetti spioventi. Accanto ad essa, il gelso più grande della Regione. E qui interviene la fede! Ad un passo dalla meta, subisco il solito, proditorio placcaggio d'una giravolta del tracciato per tener fede al chilometraggio promesso. Il campanile, una sorta di faro nel porto delle nebbie, si fa sempre più incombente. La certezza dell'arrivo è una sensazione olfattiva: il profumo di coppa si spande nell'aria all'unisono coi fermenti del vino.
Aumento l'andatura sì da superare un podista che corre spingendo una carrozzina con il piccolo a bordo. Protetto dalla giustificazione del mio compleanno, passo per quattro volte a ritirare, senza tagliando, un saporitissimo tramezzino alla coppa, due bruschette e due bicchieri semipieni di vino nero. Ad una ventina di metri più in là, funziona un altro ristoro con fette spalmate di marmellata o cioccolato. Avendo dimestichezza con le rime, ne formulai mentalmente una: "Per render la vita meno amara, partecipa alla camminata di Longara ".
Lo speaker Romano Montaguti gioca in casa e può addentrarsi nei particolari. Con voce mielosa e suadente rivela che la coppa è fornita dalla macelleria Ceresi! Poi invita, anzi supplica i podisti a visitare la mostra allestita alle sue spalle, ove son esposti artisti locali e bielorussi. Stefano Valentina, segretario del Gruppo Longara, sorride e chiacchiera al centro della piazzetta, orgoglioso della bella figlia Silvia, che gli sta accanto.
Il premio di partecipazione, un vasetto di marmellata, è degno corollario d'una generosa, affettuosa efficienza organizzativa.
Sulle strada del ritorno, sotto il sole, mi sento felice ed odo me stesso canticchiare: "Oh campagnola bella..., tu sei la reginella...". Le note si dileguano leggere come voli di fagiani.