Anche quest'anno la Camminata Campagnola ha avuto un grande successo sia per la partecipazione sempre numerosa dei podisti, sia per l'interesse che la nostra mostra sul Progetto Chernobyl ha suscitato nei podisti e non solo. La mostra, inaugurata sabato mattina alla presenza del Sindaco di Calderara Matteo Prencipe è stata anche l'occasione per fare il punto sul  nostro impegno per i bambini bielorussi.
Oltre al Comune di Calderara che da sempre supporta la nostra manifestazione diverse aziende ci hanno aiutati permettendoci di chiudere la Camminata Campagnola con un utile che ci permetterà di realizzare i nostri progetti di solidarietà.

Riportiamo, qui di seguito, la cronaca della manifestazione scritta da Francesco Battilana per il "Podista"

 

30 settembre 2007

“Oh, campagnola bella, tu…”

 

C'è una temperatura mite in questa mattina di tiepido autunno quando salgo in bici (tuttora al di sopra di ogni sospetto di inquinamento) e m'avvio verso Longara passando per Funo, Bonconvento, Castel Campeggi. Una venalissima ragione mi ha fatto scegliere questa camminata anziché quella di San Lazzaro, al circolo Benassi: oggi è il mio com­pleanno e volevo esser sicuro di poterlo festeggiare con un ottimo ristoro. Nella piazzetta dirimpetto alla chiesa, cuore organizzativo della camminata, il pre­sidente del Gruppo Longara, Salvatore Lumia, dà gli ultimi ritocchi alla scenografia in attesa del "ciak". "Parata sunt omnia" (tutto è pronto)! Sul bianco bancone del ristoro finale spicca la sagoma scura d'un enorme coppa, in pole-position prima del via. A 300 mt. dalla partenza, avvenuta come al solito col sistema "fai da te e vai quando ti pare", incon­triamo sulla sinistra il cimitero. Ancora una volta l'inestricabile intreccio fra la vita e la morte. Appeso al muro di cinta, pende un grande cartello: "Acqua non potabile". Poco giù sotto un graffitaro buontem­pone ha scritto una postilla: "Chi ne beve, resta per sempre nostro ospite! ".

Una stradina in asfalto a scartamento ridotto, che pigra serpeggia fra i campi, ci conduce all'argine del Reno. Si corricchia e si chiacchiera. Ecco un fram­mento di conversazione. "Sai che se compri  una ca­sa al mare, nel giardino c'è quasi sempre un ulivo? Beh, una mia amica ha raccolto anche delle olive!" Incredibile miracolo!!

Sul largo e levigato argine del fiume, si corre con la gradevole, ampia vista della campagna. Di quando in quando si odono spari di cacciatori, raggrumati e secchi come scoppi di pal­loncini in una fiera paesana. Questo lungo tratto pa­noramico sulla pianura si conclude al bivio con la strada che attraversa Castel Campeggi. Qui c'è la dicotomia fra l'alternativa e la maxi.

A presidiare lo smistamento trovo Matteo Lumia, primogenito del presidente, mentre più tardi troverò, all'arrivo, la moglie indaffarata a preparare tartine alla coppa.

La gestione famigliare d'una azienda, è risaputo, è garanzia di economicità ed ordinata efficienza.

La segnaletica è essenziale, precisa, uniforme.

Nei pressi del ristoro intermedio a base di fette biscottate con nutella e marmellata, ritrovo una vec­chia coppia di personaggi collodiani: il gatto e la volpe. Il gatto, lungo ed allampanato, tiene il micro­fono fra le mani, la volpe, grassoccia ma spelacchia­ta, manovra una minuscola telecamera. Sono Tabar­roni e Guidotti, inviati speciali di Radio Longara. Un po' d'asfalto e di nuovo su di una morbida cave­dagna che passa davanti ad una bellissima, vecchia casa di contadini dai tetti spioventi. Accanto ad essa, il gelso più grande della Regione. E qui interviene la fede! Ad un passo dalla meta, subisco il solito, proditorio placcaggio d'una giravolta del tracciato per tener fede al chilometraggio promesso. Il campanile, una sorta di faro nel porto delle nebbie, si fa sempre più incombente. La certezza dell'arrivo è una sensazione olfattiva: il profumo di coppa si spande nell'aria all'unisono coi fermenti del vino.

Aumento l'andatura sì da superare un podista che corre spingendo una carrozzina con il piccolo a bordo. Protetto dalla giustificazione del mio comple­anno, passo per quattro volte a ritirare, senza ta­gliando, un saporitissimo tramezzino alla coppa, due bruschette e due bicchieri semipieni di vino nero. Ad una ventina di metri più in là, funziona un altro risto­ro con fette spalmate di marmellata o cioccolato. Avendo dimestichezza con le rime, ne formulai mentalmente una: "Per render la vita meno amara, partecipa alla camminata di Longara ".

Lo speaker Romano Montaguti gioca in casa e può addentrarsi nei particolari. Con voce mielosa e suadente rivela che la coppa è fornita dalla macelle­ria Ceresi! Poi invita, anzi supplica i podisti a visita­re la mostra allestita alle sue spalle, ove son esposti artisti locali e bielorussi. Stefano Valentina, segreta­rio del Gruppo Longara, sorride e chiacchiera al cen­tro della piazzetta, orgoglioso della bella figlia Sil­via, che gli sta accanto.

Il premio di partecipazione, un vasetto di mar­mellata, è degno corollario d'una generosa, affettuo­sa efficienza organizzativa.

Sulle strada del ritorno, sotto il sole, mi sento fe­lice ed odo me stesso canticchiare: "Oh campagnola bella..., tu sei la reginella...". Le note si dileguano leggere come voli di fagiani.

 

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