23-24 Giugno 200

Gita a Folgaria

 

Finalmente si torna a Folgaria! Erano alcuni anni che mancavo e ne sentivo la nostalgia. E’ qui che, insieme a Stefano Valentini, ho disputato la mia prima maratona (e la prima maratona vi posso assicurare è come il primo amore… non si scorda mai). Siamo più di venti i soci del G.P. che hanno deciso di partecipare alla gita. Partiamo da Bologna sabato mattina di buon’ora (Pad e famiglia ci avevano preceduti venerdì) e arriviamo intorno alle 10 a Folgaria. Sistemazione all’Hotel Tomasi e via per la prima escursione in funivia al Monte Cornetto. La funivia è un po’ obsoleta, probabilmente non è molto usata e quindi gli amministratori non sentono il bisogno di rimodernarla. Ci porta in cima alla montagna. La giornata è bella e a 1670 m la temperatura è gradevole. Vediamo la piattaforma dalla quale è possibile effettuare volo libero con parapendio e deltaplano. Lo strapiombo è mozzafiato penso che il volo dovrebbe essere un’esperienza inebriante!!!

Torniamo giù che è ora di pranzo. L’Hotel Tomasi è confortevole, proprio nel centro del paese; i gestori sono carini e disponibili. Nei due giorni del nostro soggiorno ci hanno proposto alcune specialità del posto e i soci del G.P. si sono fatti onore (come al solito).

Pomeriggio visita al Forte Belvedere. Una costruzione faraonica realizzata dagli austriaci (che qui all’inizio del novecento erano ancora i padroni di casa) durante la Prima Guerra Mondiale. Girando per il labirinto di corridoi viscidi per la tanta umidità non si può fare a meno di pensare a quanto è assurda la guerra e quante persone sono state costrette a vivere e a morire di stenti.

Sabato sera festa per le vie della cittadina. La banda, elegantemente vestita con costumi trentini, prima suona attraversando il corso in mezzo ad un nutrito pubblico; poi si ferma nella piazza e suona dei brani ballabili. Il maestro abbandona la guida della banda e comincia a ballare dimostrandosi un ballerino molto abile. Non sono da meno alcuni soci del Longara e più precisamente Silvia e Massimo, Rosa e Fabio, Laura e Stefano,  Benni e Italia. Gabriella mi guarda implorante, ma io sono impegnato a fare le foto e poi non posso sprecare molte energie dal momento che ho già deciso che l’indomani farò trenta chilometri.

Domenica mattina di buon’ora partiamo per i vari percorsi. Alcuni si scelgono il più agevole e gratificante giro dei negozi, altri partiamo per percorsi più impegnativi. Per un motivo o per l’altro quasi tutti declinano l’invito a fare i trenta chilometri. Stefano, Egidio, Massimo, Daniele, Gabriella, Macca e Lorena preferiscono fare i venti. Solo Giorgio accetta il mio invito e così insieme corriamo per alcuni chilometri in leggera discesa ma subito dopo, in mezzo al bosco salita ripida e discese scoscese. Sarà così quasi tutto il percorso. Con un po’ di presunzione comincio a pensare che quando hanno scritto la “Marcia dei forti” non pensavano alle costruzioni della Prima Guerra Mondiale ma pensavano alle possibilità dei podisti. Non fateci caso, quando si è stanchi si pensano tante cose. Arriviamo all’ultimo ristoro abbastanza provati. Uno spiritoso addetto mentre ci porge un bicchiere d’acqua ci offre anche la sua automobile per raggiungere prima il traguardo: siamo tentati di accettare.

Un’ennesima salita che ci sembra non finire mai riduce le nostre energie (le mie almeno, Giorgio sembra più fresco). Finalmente la strada comincia a scendere riusciamo a correre fin sul viale che porta all’arrivo. Gli amici del Longara ci aspettano in prossimità del traguardo e ci riservano un’accoglienza calorosa. Una bella ragazza ci mette la medaglia al collo: la stanchezza si sente un po’ meno.

Un buon pranzo ci attende in albergo e a conclusione caffè e ammazzacaffè. E’ arrivato il momento di tornare a casa. Abbiamo passato due belle giornate!

S.L.

 

 

 

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