21-23 marzo: Gita a Roma

 

     

Tutto è cominciato il 16 marzo del 1997 quando appena conclusa la Maratona di Roma alcuni di noi hanno giurato che saremmo tornati nella capitale per riprovare quelle emozioni. Quel giorno il nostro gruppetto era composto da una diecina di maratoneti e fra questi Franco, Stefano io e Fabio (per la verità quest’ultimo da clandestino. Infatti non essendo provvisto della tessera Fidal il giorno prima si era visto rifiutare la consegna del pettorale ma aveva deciso lo stesso di partecipare dimenticandosi però di avvisare Rosa che era così rimasta ad aspettarlo fra lo spazientito e il preoccupato per più di 5 ore!!!).

Sicuramente il più determinato nel voler ritentare l’avventura è stato Franco. Stefano e Fabio si sono detti entusiasti di partecipare alla gita escludendo in modo categorico la maratona mentre io pur fra mille perplessità mi sono detto pronto a provare. L’ostacolo da superare (sto parlando per me) era la visita medica che mi permettesse di fare l’iscrizione alla Fidal (requisito indispensabile per potersi iscrivere alla maratona). Sarebbe stato necessario calare qualche chilo (e in questo mi è venuto in aiuto un violento malessere intestinale dovuto probabilmente ad un esagerato consumo di cozze proprio alla vigilia del pranzo “Viaggio In Italia con le minestre” da noi organizzato e che ha autorizzato Gabriella, nella settimana successiva, a farmi seguire una dieta a base di riso, patate, verdurine e poco altro...).

I giorni passavano, passavano le settimane e così fra un problema e l’altro ci siamo ritrovati a fare la visita il mercoledì precedente la maratona per poi scoprire che le iscrizioni a quest’ultima erano chiuse dal 5 marzo.

Vi lascio immaginare la delusione (vera) di Franco e quella (un po’ meno sincera) mia.

Ma ormai è giunto il momento della partenza: venerdì 21 marzo ore 13.30. E’ la prima gita organizzata dal G.P. Longara e c’è da essere contenti per la partecipazione. Ventiquattro nostri soci più alcuni amici del Ghinelli e 3 simpatiche ragazze (Gabriella, Mara e Alessandra) che speriamo di annoverare presto fra i nostri soci. Il viaggio è confortevole e le suore dell’Istituto Nostra Signora di Lourdes, che ci ospitano, appena scesi dal pullman ci servono la cena. Dedichiamo l’intera giornata di sabato alla visita della città partendo, di buon mattino, da Piazza San Pietro. Pranziamo, al sacco, nei pressi del Centro maratona dell’Eur dove ci eravamo recati per acquistare i pettorali per la camminata e curiosare fra gli stand. Quello che doveva essere poco più di uno spuntino si è presto trasformato in un lauto pasto: crescenta (preparata da Laura e Gabriella), insalata di riso e frittate (opera di Mirella), salumi, formaggio, frutta e dolce (di Rosa e Laura) il tutto innaffiato da un buon Montepulciano d’Abruzzo. Pomeriggio lunga passeggiata a piedi con partenza dalla stazione Termini e visita di Piazza di Spagna, Trinità de’ Monti, Fontana di Trevi, Piazza Navona per poi tornare (sempre a piedi) nei pressi della stazione dove ci attendeva il pullman. Visi stanchi e gambe e piedi indolenziti in po’ per tutti ma soddisfatti e soprattutto pronti a far onore alla cena che puntualmente alle otto ci è stata servita dalle suore.

Domenica, di buon mattino, ai Fori Imperiali. La giornata è tersa, spira un venticello fresco. Il colpo d’occhio è da mozzafiato. Alle otto, quasi tutti i maratoneti, ma anche quelli che parteciperanno alla stracittadina, sono sul posto. I maratoneti sono tantissimi (8 mila) e la loro vista fa aumentare il nostro rammarico di non essere con loro. C’è chi è già pronto e si aggira coperto da una copertura di plastica per proteggersi dal freddo, chi si spalma creme scaldamuscoli e chi prepara la “bevanda” da bere perché dia energia prima o durante la maratona. Un’atleta orientale sta seduto sul prato in meditazione. Con largo anticipo i maratoneti sono chiamati alla punzonatura e si schierano alla partenza. Dietro di loro l’esercito dei camminatori, tante bandiere della pace indossate anche a mo’ di turbante e all’improvviso si vede avanzare un gruppetto con una bandiera gigante. La folla si apre e loro raggiungono la testa del gruppo. Partono i maratoneti e dietro i partecipanti alla stracittadina. Noi siamo fra loro, camminiamo tranquillamente, ci godiamo il paesaggio ed io ne approfitto per scattare alcune foto. Mara, che il giorno prima aveva giurato che non si sarebbe mossa, avanza a passo spedito portando con orgoglio il pettorale attaccato sul petto: potrebbe essere stata colpita dal virus del podismo!!!

Non passa tanto dalla conclusione della stracittadina (5 km) che lo speaker annuncia l’arrivo del primo maratoneta (42 km in 2 ore e 8 minuti). Si tratta di un atleta keniano e l’impressione che si ha e che non faccia nessuna fatica.

Si susseguono gli arrivi e per tutti c’è l’applauso dei tantissimi spettatori. Alcuni hanno il viso stravolto dalla fatica, altri camminano in preda ai crampi.

Arrivano anche i tre maratoneti della Ghinelli che fanno parte del nostro gruppo. Dall’aspetto non sembrano neanche tanto stanchi.

Alle 15 e 30 partiamo per far ritorno a Calderara dove arriviamo alle 20 e 30.

   
   

 

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