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Visitare Praga era un sogno nel cassetto di alcuni di noi, come sogno, era anche quello di partecipare alla maratona. E allora quale occasione migliore per prendere “due piccioni con una fava”. Se poi si ha la fortuna di trovare due bravissime organizzatrici il gioco è fatto. Non appena lanciata l’idea della trasferta nella città ceca Silvia Valentini ha attivato la sua omonima e amica Silvia Vivanelli (della Agenzia Turistica Flic e Floc) e insieme si sono prese l’onere prima di organizzare la Gita nei minimi particolari, poi di guidarci nella visita alla città. Ma la parte organizzativa ha avuto un altro prezioso protagonista: Stefano Valentini. Mentre le due ragazze si davano da fare per trovare un albergo confortevole, il più vicino possibile alla metropolitana e al centro della città, il nostro amico cominciava ad esaminare con la pignoleria che gli è consueta decine di menù. Non perdeva occasione per scandire il programma: il 1° giorno cena in birreria, il 2° gita con cena sul battello, il 3° cena in albergo per permettere (bontà sua) ai maratoneti di riposarsi e infine il 4° giorno cena in un locale tipico con bevande a volontà (!!!) e musica. Praga ha voluto premiare questo nostro entusiasmo e ci ha accolti con un tempo bellissimo. Una breve sosta in albergo e subito via alla scoperta della città. La metropolitana è una bella comodità e in pochissimo tempo abbiamo raggiunto il centro cittadino: Piazza Venceslao (che poi tanto piazza non è in quanto si tratta di un ampio viale) con la maestosa statua di San Venceslao e tanti negozi, hotel e ristoranti; la piazza dell’Orologio, Il Castello e soprattutto il Ponte Carlo (un ponte in pietra in stile gotico fatto costruire dal re Carlo IV) pieno di artisti (pittori, ritrattisti e musicisti e stracolmo di turisti). Il secondo giorno abbiamo ripreso la visita della città accompagnati da una guida parlante italiano che ci ha guidati con molta simpatia alla scopera della città. In terzo giorno, sabato e vigilia della maratona, abbiamo proseguito la visita della città ma il tempo non era più così bello e in certi momenti è caduta la pioggia. Con un simile programma, con le lunghe camminate, e le abbondanti bevute di birra vi potete immaginare in quale condizione i “maratoneti” ci siamo presentati al via. Domenica mattina aveva smesso di piovere ed era meno caldo (la temperatura ideale per una maratona). La piazza dell’orologio era piena di maratoneti e accompagnatori. Ognuno passava le ore di attesa a suo modo. Io sentivo i piedi indolenziti e le gambe dure ed ero abbastanza pessimista sull’esito finale della gara. Siamo partiti Franco ed io ed abbiamo cominciato a macinare i chilometri. Col passare del tempo il male alle gambe cominciava ad attenuarsi. Siamo transitati a metà maratona in 2 ore e 15, e fin qui tutto bene (ma di mezze maratone ne abbiamo fatte tante, senza problemi) ma il bello doveva ancora venire. Dopo il ventottesimo chilometro abbiamo imboccato un lungo vialone che costeggiava l’autostrada e soprattutto ci dava la possibilità di vedere dall’altra parte quelli che erano più avanti di noi di parecchi chilometri. Il percorso adesso era veramente brutto e meno male che correvamo in compagnia. I chilometri passanono lentamente. Verso il trentottesimo chilometro mi sentivo veramente stanco ma guardando l’orologio cominciavo ad accarezzare l’idea di poter concludere bene la mia fatica. Franco naturalmente era molto meno stanco di me ma rimaneva lo stesso con me. Un complesso musicale con delle procaci ballerine brasiliane ci ha dato la carica al quarantesimo chilometro. Ormai eravamo alla conclusione. Siamo arrivati sul traguardo dopo 4 ore e 45 minuti e, tra il pubblico abbiamo notato Mirella e Gabriella che ci attendevano trepidanti. Gli amici convinti che saremmo arrivati più tardi bighellonavano per la città!!! Quando ci hanno raggiunti nella piazza ci eravamo già cambiati. Verrebbe da dire: “Grazie per la fiducia!” Salvatore |
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